L’associazione Amicainoabele promuove un’altra strada, la stessa dove -Caino e Abele- possano provare a prendersi per mano. Una via alternativa, la via del perdono, della riconciliazione, dell’amore.

QUESTA è LA NOSTRA STORIA:

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Grosseto, 12 aprile 2015 – Sul numero del settimanale “Gente” in edicola un lungo servizio su Claudia Francardi, la vedova del carabiniere Antonio Santarelli, morto dopo l’aggressione a Pitigliano a un posto di blocco nel 2011. A ucciderlo fu Matteo Gorelli, oggi 24 anni. Proprio all’amicizia nata tra la famiglia del carabiniere ucciso e quella dell’assassino è dedicato il servizio. Da tempo la stessa vedova Santarelli e Irene Sisi, madre di Gorelli, hanno fondato un’associazione che riunisce le famiglie di vittime e carnefici, “AmiciCainoAbele”. Le foto che Gente propone sono state scattate a Milano, alla Comunità Exodusdi Don Mazzi, dove Gorelli sconta la sua pena di 20 anni in appello (ridotta dopo che in primo grado era stato condannato all’ergastolo). La vedova Santarelli e la madre del ragazzo si strovano spesso a Milano conMatteo Gorelli.

“Condanno quello che ha fatto ma non lo giudico”, dice Claudia Francardi. Che nel servizio aggiunge: “L’odio divora chi lo prova”. La vicenda accadde il 25 aprile 2011, giorno di Pasquetta. Era l’alba quando Gorelli, con altri tre amici fu fermato a un posto di blocco dai carabinieri Antonio Santarelli e Domenico Marino, in una zona tra Pitigliano e Sorano. Fu un attimo, Gorelli si scagliò contro di loro con un palo di legno, ferendo gravemente Marino e alla fine uccidendo Santarelli, che soffrì per un anno prima appunto di lasciare i suoi cari. Nel servizio di “Gente” diverse foto raccontano come la vedova Santarelli e Irene Sisi collaborino per la loro associazione.

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